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La Rocca Paolina, con le sue mura di pietra secolari e i suoi echi di significato storico, ha fatto da affascinante sfondo alle opere rivoluzionarie di Burri, Beuys e ora di Toshain. Alberto Burri e Joseph Beuys, menti innovatrici del loro tempo, inaugurano nel 1980 una mostra innovativa in un'antica sala dei cannoni della Rocca Paolina. Con un allontanamento dalle norme artistiche tradizionali, le loro opere trascendono il tangibile, esplorando il regno dell'immateriale. La sala dei cannoni, un tempo simbolo militare, diventa una tela inaspettata per questi pionieri dell'arte.
Quando oggi i visitatori entrano nella sala dei cannoni per vedere la mostra di Iv Toshain, sono di nuovo accolti non da dipinti o sculture classiche, ma da installazioni immersive che sfumano i confini tra il tangibile e l'intangibile.
In questa mostra visionaria l'installazione PARRESIA, allestita nella sala dei cannoni, diventa un'accattivante esplorazione della libertà. Dieci ventilatori olografici sono strategicamente posizionati in modo grezzo come soldati che riecheggiano nello spazio storico.

La giustapposizione tra i solidi ed imponenti cannoni e gli effimeri ologrammi, dà vita a un dialogo tra passato e presente. I cannoni, un tempo strumenti di potere, ora condividono lo spazio con espressioni di libertà, ribellione ed emancipazione che sfidano il loro contesto storico.
I visitatori si trovano di fronte al paradosso dell'artiglieria storica che coesiste con gli ideali contemporanei. La libertà è SEXY, la libertà è HOT, la libertà è LUX sono slogan ispirati all'era di Instagram (gli influencer sono sempre sexy, hot e lussuosi).
I visitatori sentono il peso dei cannoni sia fisicamente che emotivamente. Gli slogan olografici, al contrario, portano il peso di idee e filosofie, permettendo un'esplorazione viscerale della libertà che trascende il tangibile.
L'installazione diventa una testimonianza del potere trasformativo dell'arte nel rimodellare le percezioni e sfidare le narrazioni storiche.
I ventilatori olografici generano una leggera brezza che sembra portare sussurri di liberazione.
L'installazione olografica rende omaggio alle lotte storiche per la libertà, evidenziando i punti che hanno segnato il corso della storia umana.
Gli ologrammi fungono da eco visiva del passato, fondendosi senza soluzione di continuità con la narrazione storica della fortezza.

Quando i visitatori lasciano la sala dei cannoni, i ventilatori olografici si spengono gradualmente,
lasciando un persistente bagliore. L'installazione immateriale diventa un ricordo-memoria di coloro che hanno vissuto la fusione di storia e tecnologia nella ricerca della libertà.
Gli slogan di questa mostra si diffondono nella sala del potere. Lo scontro tra la natura avanguardistica delle opere d'arte e lo sfondo conservatore della fortezza papale crea un'atmosfera di intrigo e tensione.

Scritto da Giuseppe Simone Modeo

Giovane Collezionista, è laureato in Economia con una tesi sul legame tra Marketing ed Estetica. Si occupa, principalmente, del rapporto tra economia e creatività, intervistando personaggi del mondo dell'arte.