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Fino al 3 marzo 2024, i visitatori della Galleria d'Arte Moderna (GAM) di Verona avranno l'opportunità di immergersi nell'universo artistico di Giulio Paolini attraverso un’esposizione intitolata "Giulio Paolini Et in Arcadia Ego." Questo progetto inedito è curato da Patrizia Nuzzo e Stefano Raimondi. L'iniziativa è promossa da Veronafiere in collaborazione con il Comune di Verona, Direzione Musei Civici.
La mostra di Palazzo della Ragione, mette in scena gli elementi chiave della ricerca dell'artista, con opere inedite concepite appositamente per il museo veronese, in dialogo con opere della collezione pubblica, come "L'apparizione della Vergine" dello stesso Paolini, che fa parte della raccolta civica dal 2002.
L'esposizione è uno dei tre nuovi eventi ideati quest'anno all'interno del format "Habitat," che per la sua seconda edizione si è aperto alla città con la mostra di Paolini. Habitat, sviluppato da ArtVerona, è un progetto culturale dedicato a grandi artisti storici italiani e mira a creare spazi immersivi coinvolgenti che offrono al visitatore un'esperienza di visione unica.
"Giulio Paolini Et in Arcadia Ego" è un'occasione per la città di Verona di ripensare la sua offerta culturale e attirare un pubblico selezionato e esigente, come i professionisti e i collezionisti d'arte . L'obiettivo è di creare incontri e situazioni con elementi di novità e provocazione che stimolino la riflessione.
L'artista Giulio Paolini ci guida in un percorso lirico e concettuale caratterizzato dagli elementi chiave della sua ricerca in questa mostra, intitolata come una delle sue opere più emblematiche, "Et in Arcadia Ego." In questa esposizione, Paolini mette in scena il racconto visivo di un artista che si confronta con la rappresentazione, esplorando concetti quali la copia, la mimesis e la prospettiva, elementi costanti nella sua ricerca. Questo processo si traduce in una concezione dell'opera d'arte che si allontana dalla tradizionale centralità per essere inserita in uno spazio scenografico, creando una sorta di "culla" atemporale in cui passato, presente e futuro si intrecciano.
Le opere stesse dettano l'evolversi di questo racconto. Inizia con l'opera "Et in Arcadia Ego," in cui Paolini si presenta come un'entità incerta che percorre la Scala della Ragione. Prosegue poi con "Copia e originale," in cui un calco in gesso di una mano dialoga con la forma originale e perfetta di un uovo di struzzo, sottolineando l'incertezza e l'inversione dell'identità.
Nel contesto di incertezza dell'opera d'arte, l'artista esplora le tracce di "Una doppia vita" attraverso la suddivisione, simmetrica e contraria, di due metà dello stesso luogo. Questa ambiguità si riflette anche in "Dall'Aurora al Tramonto," dove si evocano le molteplici possibilità e ragioni dell'esistenza di un'opera d'arte. Un'altra opera, "Il modello in persona," rappresenta l'abitante emblematico e misterioso dello studio di un artista.
Il cuore di "Habitat" ruota attorno a "Riapparizione della Vergine". Quest'opera è composta da due elementi, un ingrandimento fotografico de "La Sainte Vierge" di Francis Picabia posizionato a terra, e la custodia aperta di un violoncello sospesa al soffitto. Entrambi gli elementi alludono a una potenziale rivelazione, a una sublime apparizione, creando un'esperienza unica per lo spettatore.
Inoltre, in occasione di "Habitat," l'opera è riproposta in una versione estesa e amplificata. La curatrice Patrizia Nuzzo ha sottolineato l'importanza di questo progetto e ha annunciato che, a conclusione della mostra, Giulio Paolini farà un nuovo significativo lascito ai musei civici cittadini, affinché la sua arte possa essere patrimonio di tutti per sempre.
La mostra offre un'esperienza di visione coinvolgente e stimolante, in cui la complessità dell'arte contemporanea si intreccia con la storia e la tradizione, aprendo nuove prospettive sulla rappresentazione artistica e sul suo rapporto con il pubblico.
Scritto da Giuseppe Simone Modeo
Giovane Collezionista, è laureato in Economia con una tesi sul legame tra Marketing ed Estetica. Si occupa, principalmente, del rapporto tra economia e creatività, intervistando personaggi del mondo dell'arte.