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La Casa Dipinta di Brian O'Doherty: nuovo gioiello dell'arte contemporanea in Umbria

A meno di un anno dalla scomparsa dell'acclamato artista concettuale, accademico e critico Brian O'Doherty, la città di Todi, situata nell'incantevole regione umbra, rende omaggio al suo contributo straordinario all'arte contemporanea. O'Doherty, noto anche con lo pseudonimo di Patrick Ireland, è stato uno dei pensatori più influenti e stimati della scena artistica internazionale fin dagli anni Sessanta, e a Todi è soprattutto ricordato come il "padre" della Casa Dipinta, un'opera della sua piena maturità artistica.

Mercoledì 27 settembre, nella Sala del Consiglio dei Palazzi Comunali di Todi, è stato presentato il libro intitolato "La Casa Dipinta. Il Museo Brian O'Doherty/Patrick Ireland a Todi", scritto da Breanda Moore-McCann e illustrato con le fotografie di George Tatge e Fionn McCann. La cerimonia ha visto la partecipazione dell'autrice, insieme al sindaco Antonino Ruggiano e a Mary Pavlides, presidente della Società dell'Arte Contemporanea Irlandese (C.I.A.S.). Questo evento non solo ha celebrato l'eredità di O'Doherty, ma ha segnato anche un momento significativo per l'arte contemporanea in Umbria.

La storia di Brian O'Doherty e della Casa Dipinta ha inizio negli Anni Settanta, quando l'artista e sua moglie, la critica d'arte Barbara Novak, acquistarono una residenza nel centro storico di Todi, in via delle Mura Antiche. Quella che inizialmente doveva essere una casa per le vacanze si trasformò col tempo in un'opera d'arte immersiva, una creazione che ha affascinato gli amanti dell'arte contemporanea provenienti da tutto il mondo.

O'Doherty dedicò ben quarant'anni a dipingere le pareti dell'edificio su tre piani, creando un ciclo di pitture straordinario che comprendeva la riproduzione dell'antico alfabeto Ogham, utilizzato in Irlanda fino al VII secolo. La Casa Dipinta diventò così un vero e proprio unicum a livello mondiale, un'opera d'arte abitabile, in cui l'arte si fuse con la vita quotidiana. Oltre alle affrescature, all'interno della casa erano presenti anche tre installazioni create dall'artista, un'aggiunta insolita e preziosa al panorama artistico.

Negli anni, la Casa Dipinta è stata aperta al pubblico grazie all'impegno di guide locali, ma solo nel 2019 è stata inclusa ufficialmente nel circuito museale cittadino, diventando così un autentico patrimonio artistico locale e nazionale. L'edificio si trova in un suggestivo angolo del centro storico di Todi, non lontano da Piazza del Popolo, e offre una vista mozzafiato sulla città.

Ora, con grande gioia per gli amanti dell'arte contemporanea e per la città stessa, la Casa Dipinta sarà ufficialmente donata al Comune di Todi, seguendo le volontà di Brian O'Doherty e Barbara Novak. Questo atto sancisce per sempre l'amore e l'apprezzamento che queste due persone eccezionali hanno avuto per Todi e la vita stessa. Il sindaco Antonino Ruggiano ha dichiarato: "Siamo ormai pronti per ufficializzare l'atto che sancirà in eterno con questo monumento pubblico l'amore di queste due bellissime persone per Todi. Bryan con La Casa Dipinta ci ha lasciato non solo un unicum mondiale a livello di arte ma anche una testimonianza incredibile per sua moglie, per la città e per la vita.”

Inoltre, questo evento segna un importante passo avanti per l'arte contemporanea in Umbria, evidenziando l'attenzione crescente della regione verso l'arte contemporanea e le sue eccellenze. La Casa Dipinta di Brian O'Doherty sarà un punto di riferimento per gli appassionati di arte e una tappa imperdibile per chiunque visiti Todi, contribuendo a consolidare la posizione di Todi come destinazione culturale di rilevanza internazionale.

Scritto da Giuseppe Simone Modeo

Giovane Collezionista, è laureato in Economia con una tesi sul legame tra Marketing ed Estetica. Si occupa, principalmente, del rapporto tra economia e creatività, intervistando personaggi del mondo dell'arte.