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L'arancione ha radici profonde nella storia dell'arte, risalendo all'antico Egitto, dove i pigmenti aranciati, tra cui il realgar, erano impiegati per pitture tombali. Questi minerali, affini all'orpimento, erano altrettanto apprezzati nell'Antica Roma. Nel Medioevo, l'arancione derivato da tali minerali fu ampiamente usato nei manoscritti miniati, ma durante il Rinascimento perse popolarità, relegandosi al vestiario dei contadini e della classe media.
Il XVIII e XIX secolo riportarono in auge l'arancione, evidenziato nelle rappresentazioni di Pomona e nell'opera iconica di Jean-Honoré Fragonard, "L’Ispirazione". I Preraffaelliti, influenti nel loro tempo, abbracciarono l'arancione, con i capelli di Elizabeth Siddal diventati simbolo del movimento. Un punto di svolta nell'evoluzione dell'arancione fu l'invenzione del minerale crocoite e del pigmento sintetico dell'arancio cromo da parte di Louis Vauquelin nel 1809, aprendo nuove possibilità per gli artisti. La scoperta dei colori di laboratorio e l'invenzione del tubetto metallico nel 1841 cambiarono il modo in cui gli artisti dipingevano, permettendo loro di lavorare all'aperto.
Gli impressionisti, con capolavori come "Impressione, sole nascente" di Monet del 1872, esaltarono l'arancione, dando vita a opere catturanti con giochi di luce e riflessi. Nel Post-impressionismo, Cézanne, Gauguin e Toulouse-Lautrec adottarono l'arancione, ma nessuno ne fu affascinato quanto Van Gogh, che sperimentò con audaci contrasti cromatici. Matisse, con la sua rivoluzionaria opera "La Danza", esplorò l'arancione rossastro, mentre Edvard Munch richiamò questa cromia nel cielo de "L'urlo".
L'arancione, dunque, attraverso la storia dell'arte, ha conosciuto periodi di gloria e declino, riflettendo le mode, le tecniche e le trasformazioni sociali del suo tempo. Oggi, rimane un colore intramontabile, testimone di una ricca eredità artistica che ha plasmato la visione del mondo attraverso i secoli.
Scritto da Giuseppe Simone Modeo
Giovane Collezionista, è laureato in Economia con una tesi sul legame tra Marketing ed Estetica. Si occupa, principalmente, del rapporto tra economia e creatività, intervistando personaggi del mondo dell'arte.