Caricamento...

Paolo Rosa, il compianto maestro di Studio Azzurro, definì l'artista come "interprete del presente e progettista del futuro". Questa definizione, seppur semplice, racchiude una profonda verità. Se consideriamo l'arte con un approccio storico e retrospettivo, possiamo considerare l'artista non solo come un interprete del suo tempo, ma anche come un artigiano che contribuisce a plasmare il proprio periodo. Tuttavia, se spostiamo la nostra attenzione all'arte contemporanea e osserviamo gli artisti mentre lavorano e vivono, possiamo constatare che stanno plasmando il nostro futuro insieme al proprio. Questo diventa particolarmente evidente nell'era della "rivoluzione" digitale, in cui "progettare" e "futuro" sono intimamente legati alla rete del web. Negli ultimi decenni, l'uso di computer e algoritmi è diventato lo strumento principale per la progettazione in molti campi, dando vita a immagini e concetti che vanno oltre i monitor, raggiungendo il metaverso o direttamente la nostra percezione visiva. Questo cambiamento interessa architettura, medicina, ricerca scientifica, studi demografici e altre discipline, definendo una nuova forma di arte: l'arte digitale. Questa disciplina è chiamata anche "computer art" o "arte multimediale". L'arte digitale inizialmente ha modificato le tecniche artistiche tradizionali come pittura, disegno e fotografia attraverso l'uso di strumenti digitali come il mouse, la tavoletta grafica, software di fotoritocco e scanner. In seguito, ha dato vita a nuovi generi come la net art (che usa Internet per creare opere o esporle online), le installazioni digitali (dove i computer proiettano sequenze d'immagini) e la digital art 3D (che utilizza forme geometriche complesse e NURBS per creare scenari tridimensionali, spesso applicati agli effetti speciali visivi). Successivamente, il mondo dell'arte è stato affascinato dalla realtà virtuale (che mostra scenari attraverso la ricostruzione al computer), dalla desktop publishing (per la produzione autonoma di libri d'artista) e dalle forme di arte sonora e musica elettronica (ideali per l'uso del computer nella creazione sonora, spesso correlata a immagini). Un primo problema che emerge nella definizione di "arte digitale" riguarda il medium o strumento utilizzato. Non è sufficiente che un artista usi strumenti digitali per etichettare automaticamente la sua opera come "arte digitale". Analogamente, l'arte contemporanea non può essere definita solo dalla sua epoca di produzione. È necessario concentrarsi sul concetto di "arte" e aggiungere "digitale" o "contemporanea" in base a specifiche caratteristiche dell'opera stessa. Oggi, c'è un surplus di opere contemporanee sul mercato, ma molte di esse mancano delle qualità intrinseche dell'arte contemporanea. Questa osservazione si applica ancora di più all'arte digitale, dove spesso le opere si basano esclusivamente sugli strumenti digitali e non riescono a comunicare significati più profondi. Tuttavia, è inevitabile che l'arte sia influenzata, amplificata e potenziata dalla tecnologia digitale e, in un futuro prossimo, dall'intelligenza artificiale, che potrebbe creare opere d'arte senza il coinvolgimento umano. L'arte digitale si distingue non solo per gli strumenti tecnologici utilizzati o per le modalità di progettazione informatica, ma soprattutto per la sua capacità di coinvolgere il fruitore nello spazio dell'opera stessa. Nell'arte digitale interattiva, la relazione tra l'opera, l'artista e lo spettatore si sviluppa in modo diverso rispetto all'arte non digitale. In quest'ultima, l'osservatore interagisce con l'opera dopo che è stata completata, dando vita a una serie di riflessioni ed emozioni. Nell'arte digitale interattiva, invece, la partecipazione del fruitore inizia già nella fase creativa post-progettuale. Il fruitore può attivare meccanismi che modificano l'opera stessa, anticipando così il momento di interazione con l'opera d'arte. Va notato che il coinvolgimento dello spettatore nell'arte digitale può variare, dalle reazioni predeterminate dall'artista alle possibilità di interazione aperte, dove il fruitore può influenzare l'opera in modi non previsti. Anche il metaverso è particolarmente rilevante nell'attuale panorama tecnologico, in cui l'arte digitale può estendersi oltre lo spazio fisico e aprirsi a nuove dimensioni virtuali. Un altro aspetto interessante è la connessione tra l'arte digitale e la neuroscienza, con l'idea che l'esperienza estetica possa influire direttamente sul cervello attraverso stimoli elettrici. Questa è una prospettiva affascinante che suggerisce ulteriori sviluppi nell'arte e nell'interazione tra arte e cervello umano. Infine, è giusto osservare che, nonostante la vasta riflessione filosofica sull'arte digitale, gli artisti stanno ancora esplorando e sperimentando con questo medium, spesso concentrati più sul processo creativo che sugli elementi concettuali e emotivi delle loro opere. L'arte digitale è destinata a diventare una parte sempre più integrata del panorama artistico futuro, affiancando altre forme di espressione artistica tradizionale e futuribili, in base agli sviluppi scientifici e tecnologici. In conclusione, l'arte digitale rappresenta una frontiera straordinaria nel mondo dell'arte, che sta ridefinendo il modo in cui percepiamo, creiamo e interagiamo con le opere d'arte.
Scritto da Giuseppe Simone Modeo
Giovane Collezionista, è laureato in Economia con una tesi sul legame tra Marketing ed Estetica. Si occupa, principalmente, del rapporto tra economia e creatività, intervistando personaggi del mondo dell'arte.