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In Italia, nel mondo del contemporaneo, sta succedendo qualcosa di nuovo.
Qualcosa che rischia di rivelarsi effettivamente efficace, forse trascendendo gli angusti limiti del "non si era visto prima" e della curiosità.
Si è molto parlato dei luoghi e dei non-luoghi dell'arte ed in particolare dell'arte contemporanea. Quest'ultima infatti ha in sé la straordinaria capacità di generare ovunque, intorno a sé, il proprio luogo. Ma qui ci riferiamo a nuovi modi di fruizione e non solo a nuovi luoghi del contemporaneo.
L'occasione ci è data dalla notizia che un noto locale della notte milanese, il 55 Milano, in via Piero della Francesca 55, ha aperto recentemente uno spazio dedicato agli artisti e all'arte.
Gli ideatori ed i proprietari del locale hanno pensato di chiamarlo 55 Art Privè . Non è certamente nuova la relazione tra locali, anche notturni, ed artisti, basta ricordare le notti newyorkesi di Andy Warhol e company. La novità consiste nella circostanza che qui il soggetto non sono gli artisti ma i fruitori, anzi i giovani, ovvero i potenziali destinatari del messaggio contemporaneo.
Nel secolo scorso furono proprio i giovani ad avvicinarsi ai movimenti di avanguardia ed al nuovo, cui l'arte incitava e convinceva. Oggi si registra invece che l'età media dei collezionisti è molto elevata, essendosi creato un incomprensibile vallone divisorio tra i giovani e l'arte del loro tempo, la loro arte!
Esperienze come quelle del 55 Art Privè di Milano, ove vengano ben gestite e mantenute per il tempo necessario, potrebbero rivelarsi capaci di riattrarre i giovani al mondo dell'arte e della contemporaneità. L'esperimento è veramente interessante, soprattutto perché apre i mondi di senso che gli artisti propongono nei luoghi e nei momenti del divertimento e della leggerezza, sottraendoli alle architetture istituzionali ed ai momenti canonici dell'apprendimento.
Nell' Art Privè, contestualmente alla normale e consueta attività ricreativa cui il locale è preposto, saranno proposte mostre di pittori, scultori, fotografi, video artist, artisti della luce, musicisti, performance teatrali e presentazione di libri.
È proprio la relazione tra divertimento-piacere ed opportunità di conoscenza di mondi nuovi che rende interessante l'avventura che si propone a Milano, città che continua a porsi come capitale non solo dell'economia ma anche della cultura contemporanea e dell'innovazione.
I giovani potranno, partecipando agli eventi del 55 Art Privè, anche acquistare le opere esposte a prezzi “giovani” che possono incentivare il collezionismo giovanile.
Ho intervistato i proprietari del locale, i fratelli Saverio, Luigi e Lorenzo Macrì. Saverio è avvocato, Luigi e Lorenzo sono dentisti, tutti appassionati d'arte per tradizione familiare.
GSM: Saverio come è nata questa idea?
Saverio: Per me si è trattato di un punto di arrivo, volevo congiungere le mie due passioni: il mondo della notte ed il mondo dell'arte. Il tutto nasce da una costatazione; ho notato che alcuni miei amici con i quali ci recavamo, assieme ai miei fratelli, a visitare musei, gallerie, mostre e biennali, la sera si scatenavano in discoteca; al contrario, invece, gli amici del mondo della notte, molto spesso, non erano mai stati in un museo o comunque a contatto con opere d'arte. Ci siamo detti che forse valeva la pena fare un esperimento ovvero portare l'arte nel mondo della notte e il mondo della notte dentro l'arte.
GSM: Luigi, come pensate di organizzare lo spazio dedicato all'arte del vostro locale?
Luigi: Abbiamo individuato uno spazio, del tutto contiguo a quello del locale, ma che avrà un ingresso separato dall'esterno. In questo spazio gli artisti potranno esporre, presentarsi, parlare con la gente, osservare, ascoltare la musica e anche ballare, nella nostra idea essi dovranno anche divertirsi esponendo ed esponendosi. Inoltre i nostri barman stanno anche pensando dei cocktail particolari, dedicati all'evento di apertura e agli eventi successivi.
GSM: Lorenzo come pensate di selezionare le opere, gli artisti e gli eventi?
Lorenzo: L'evento di apertura è stato totalmente gestito da noi tre fratelli. Abbiamo individuato 50 opere di artisti emergenti e noti che esporremo in un contesto di assoluta deprivazione di senso curatoriale, affinché il disordine espositivo possa coniugarsi con la musica e le luci del locale e soprattutto con la novità, non ordinata e non ordinante, della proposta.
Alla serata inaugurale è intervenuto, con videoproiezioni, il light artist Sebastiano Romano che ha proiettato sulle pareti, sul pavimento, sul soffitto e sulle persone i colori e le forme delle proprie opere, facendo vivere, a tutti i presenti, un’esperienza sensoriale dal forte impatto estetico.
I fratelli Macrì che sono molto decisi e determinati, alla fine mi hanno comunque confidato che per gli eventi successivi, creeranno uno staff di management culturale e professionale del club-art.
Nella stessa direzione di Milano, si muove Verona con il progetto E.ART.H (Eataly Art House).
Il noto brand Eataly, ideato e realizzato da Oscar Farinetti, ha unito, nello storico edificio della Stazione Frigorifera Specializzata di Verona, al food market un art market, in collaborazione con 20 gallerie nazionali ed internazionali.
L'art market è dislocato lungo tre corridoi con allestimenti temporanei di pittura, scultura e fotografia. Ogni esposizione sarà associata ad un public program ovvero un calendario di eventi con incontri e presentazione di artisti, curatori e dei protagonisti del mondo dell'arte contemporanea italiana ed internazionale.
Vi è da augurarsi che queste esperienze non restino isolate e costituiscano invece fermento di un nuovo rinascere del senso del contemporaneo ed una vera e propria creazione di fruitori giovani e consapevoli.
Scritto da Giuseppe Simone Modeo
Giovane Collezionista, è laureato in Economia con una tesi sul legame tra Marketing ed Estetica. Si occupa, principalmente, del rapporto tra economia e creatività, intervistando personaggi del mondo dell'arte.