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Le nuove stanze aretine

La città di Arezzo, protagonista dell’arte medievale e rinascimentale, si schiude all’arte contemporanea. E lo fa aprendo nuovi ambienti, nuove stanze nel centro storico. Le nuove stanze, infatti, è il nome dell’Associazione culturale fondata il 26 maggio 2021, con sede in via Mazzini, al civico 12. Il nome scelto non è casuale, in quanto riecheggia due importanti figure della cultura italiana. Rimanda al componimento poetico Nuove stanze del genovese Eugenio Montale, contenuto nella raccolta Le occasioni (1939), e richiama La stanza di Montanelli ossia la rubrica di corrispondenza coi lettori che il «Corriere della Sera» ha affidato all’illustre giornalista fiorentino in cui, negli ultimi tre anni della sua vita, egli dialoga col pubblico commentando la cronaca, la politica, il costume, la storia del nostro paese. Ebbene, dopo Montale e Montanelli, ecco che fanno la loro comparsa, sul nostro territorio, queste nuove stanze dedicate all’arte figurativa del nostro tempo. Si potrebbe dire che la campana della Martinella, familiare ai fiorentini e citata nella poesia del nobel genovese, oggi non suona più per mobilitare la popolazione in occasione di eventi bellici, bensì per annunciare un lieto evento ossia la nascita di una Associazione culturale che si propone il compito di promuovere l’arte contemporanea attraverso molteplici modalità. I suoi spazi, infatti, non intendono soltanto ospitare mostre d’arte, ma vogliono soprattutto che queste stanze siano un luogo di incontro e di dibattito sull’arte contemporanea, mediante convegni, workshop, attività didattiche e pubblicazioni. Gli artisti e gli intellettuali coinvolti sono di respiro internazionale, ma si offre la possibilità anche a giovani esordienti di esprimere il proprio talento. Dunque un vero e proprio centro culturale nel cuore di Arezzo. L’Associazione è presieduta dalla storica dell’arte Monica Chiavarini e guidata da un consiglio direttivo composto da Chiara Sarteanesi (curatrice della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri) e da Marco Pierini (direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia). Il comitato scientifico interno, presieduto da Alessandro Sarteanesi, fotografo nonché direttore della casa editrice Magonza, è composto dallo storico dell’arte Tanino Bonifacio (assessore alla cultura del Comune di Santa Margherita di Belice e direttore del Museo d’Arte Contemporanea di Gibellina), Chiara Donelli (docente di Economia e gestione delle aziende culturali presso l’Università di Parma), Barbara de Magistris (Senior Retail Manager) e dai curatori d’arte Alberto Fiz, Piero Tomassoni, Simone Zacchini. Si tratta, insomma, di una Galleria gestita con la medesima alta professionalità di un Museo, con un’attenzione anche alla regolazione sia dell’illuminazione sia della temperatura degli ambienti, a tutela delle opere esposte. 

In un anno e mezzo di vita, sono numerosi gli eventi che hanno coinvolto l’Associazione sia come promotrice sia come collaboratrice. Fra questi ultimi, ricordiamo la mostra Etica Magnetica di Ambra Lorito, curata da Milena Becci, svoltasi nel maggio 2022 presso lo studio fotografico Pelicula di Pesaro e Aurum di Fabio Viale, in cui lo scultore ha presentato oltre quaranta opere esposte in un allestimento che, nel giugno-novembre 2022, ha occupato tutta la città di Arezzo, in spazi sia museali sia cittadini. In questo modo, Viale ha sollecitato il pubblico in un evocativo racconto per immagini che, richiamandosi al classico e all’antico, è stato capace di descrivere un immaginifico contemporaneo.

L’Associazione Le nuove stanze ha iniziato la propria attività espositiva nell’autunno 2021 con ben due mostre inaugurali: Sergio Lombardo. Facies, curata da Simone Zacchini e Jano sicura. Sculture dell'aria, curata da Moira Chiavarini e Tommaso Evangelista.

L’attività editoriale, convegnistica e didattica, connessa all’attività espositiva richiama, nuovamente, il manifesto culturale dell’Associazione inscritto nel suo nome. Come la stanza di Montanelli era un dialogo quotidiano coi lettori delle colonne del Corriere, così Le nuove stanze aretine nascono per essere uno scambio di sguardi e di parole col pubblico. L’allestimento di una mostra, pertanto, non viene concepito come un fuoco d’artificio che appare e scompare nel volgere di poco tempo col fine di stupire l’osservatore attraverso la bellezza dell’arte, come se fosse un mero monologo che ha per protagonista l’artista. Al contrario, l’esposizione intende intessere un dialogo che pone al centro dell’attenzione il visitatore, o meglio, l’ospite che entra nella stanza di una casa. Lo spazio espositivo dell’Associazione, infatti, è ubicato in un appartamento privato che conserva, volutamente, le sembianze di una casa comune. In questo senso, Le nuove stanze intendono ospitare l’arte contemporanea in spazi familiari, vissuti quotidianamente da ciascuno di noi. L’arte viene così presentata non come qualcosa di avulso dalla realtà, che la trasfigura, ma come strumento di conoscenza e di interpretazione critica della realtà medesima.

In sede di esposizione, inoltre, una sala sarà dedicata a una selezione di grafiche, opere multiple, bozzetti, libri d’artista di Nicola Carrino, Marco Gastini, Franco Giuli, Paolo Icaro, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Francine Mury, Klaus Münch, Claudio Parmiggiani.

Si potrebbe dire che la morgana delle stanze montaliane, generata dal fumo degli ultimi fili di tabacco che disegnavano nell’aria torri e ponti di una città medievale, ha lasciato il posto a forme contemporanee prodotte dalle nuove stanze aretine. Ma non si tratta di un conflitto fra antico, moderno e contemporaneo, bensì di un connubio che vuole far dialogare il presente col passato e viceversa. Lo stesso dialogo che informa la storia dell’uomo, inclusa la storia dell’arte. 

Se l’arte medievale e moderna si è espressa per secoli con una funzione perlopiù pedagogica, additando valori religiosi e civili cui conformarsi, ecco che l’arte contemporanea sorge, alla metà del XX secolo, come strumento per costruire una personale, soggettiva, nuova stanza nella coscienza critica di ciascuno di noi. Varcando la soglia del numero 12 di via Mazzini è possibile entrare, da protagonisti, in una di queste nuove stanze.

Scritto da Giuseppe Simone Modeo

Giovane Collezionista, è laureato in Economia con una tesi sul legame tra Marketing ed Estetica. Si occupa, principalmente, del rapporto tra economia e creatività, intervistando personaggi del mondo dell'arte.