You are using an outdated browser. For a faster, safer browsing experience, upgrade for free today.

Caricamento...

 

In programma fino al 27 agosto 2023, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, c’è una mostra tutta da scoprire che prende spunto dalla più recente produzione di Francesco Vezzoli, artista bresciano residente a Milano, per proporre al pubblico un inedito e sorprendente percorso che accosta arte contemporanea, archeologia e cinema.

La mostra, dal titolo: "VITA DULCIS. Paura e desiderio nell'impero romano", è stata curata direttamente dall'artista in cooperazione con l'archeologo Stephane Verger direttore del museo nazionale Romano.

I due hanno realizzato un allestimento elegante ed efficace. All'ingresso, tra le colonne della sala principale del palazzo delle esposizioni, campeggia una installazione con cinque light box sagomate il cui corpo è tratto dalla statuaria greca femminile con il volto delle grandi attrici del cinema italiano. Tutte le statue hanno nel volto inseriti gli occhi della mamma dell'artista. Girando intorno alla grande installazione si può ammirare frontalmente la statuaria forma del corpo femminile in marmo mentre di profilo si vede la sagoma in acciaio rispecchiante della light box. E’ quindi il passaggio dalla forma classica del corpo femminile al box pubblicitario.

Attorno alla zona centrale e all'opera principale si aprono sette sale espositive ognuna con un tema particolare ben evidenziato da scritte in alfabeto e lingua latina dove si accostano sculture romane dell'epoca imperiale con interventi pittorici e scultorei dell'artista.

"animula vagula blandula" (piccola anima che andrai vagando languida. Primo verso di un poema che appare nella Historia Augusta come opera dell'imperatore Adriano morente) ove si ricorda e si celebra l'amore dell'imperatore Adriano per il bellissimo Antinoo.

Meravigliosa l'istallazione con sei busti di Antinoo sul volto del quale, con diversi colori, è intervenuto Vezzoli. Qui infatti, David Bowie, rivive nelle facce del giovane amante di Adriano, attraverso il celebre fulmine rosso, make up ideato per la copertina di Aladdin Sane che marchia i tratti gentili del giovane Antinoo.

Molto interessante anche le volute citazioni a Giulio Paolini con colloqui tra le statue che si guardano in eterno e in silenzio.

Sotto il titolo di "dux femina facti" (Donna guida dell'impresa. Virgilio in questo verso esalta il coraggio di Didone) si celebra la figura femminile nell'arte romana mentre nella sala "ridentem dicere verum" (andrebbe aggiunto “quid vetat?”, è una locuzione contenuta nei Sermones (o Satire) dell'autore latino Orazio. La sua traduzione letterale : Dire la verità ridendo: cosa lo vieta? - in altre parole: Cosa proibisce di dire la verità scherzando?) si rievoca il celebre banchetto di Trimalcione come descritto da Petronio e più recentemente da Federico Fellini. Vezzoli nasce, infatti, come artista legato al cinema. Lui stesso, nel Caligola del 2005, ripropone scene che ricordano quelle del grande maestro riminese. In tutta la mostra il cinema è presente, dall'opera centrale delle dive hollywoodiane agli schermi collocati sulla parete di fondo di ogni sala espositiva. Così con il trascorrere dei tempi la pesantezza della pietra che reifica le opere d'arte romane si trasforma in luce ed in energia che crea le opere d'arte contemporanee. Si tratta di un'arte meno duratura di quella in pietra? Ai posteri l’ardua sentenza.

Scritto da Giuseppe Simone Modeo

Giovane Collezionista, è laureato in Economia con una tesi sul legame tra Marketing ed Estetica. Si occupa, principalmente, del rapporto tra economia e creatività, intervistando personaggi del mondo dell'arte.


Post Precedente
Franco Angeli
Post Successivo
PART-iamo