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“Andiamo a Rimini!” non c'è giovane ragazzo che all’inizio dell'estate non pronunci questa frase, rivolgendosi agli amici. Ed oggi andiamo a Rimini!
Ma
non per una giornata di sole sulla spiaggia o, come più spesso accade, per una
lunga notte in discoteca. Andiamo a Rimini per scoprire insieme i “Palazzi
dell’arte”.
Con il PART,
acronimo di Palazzi dell’Arte, l'amministrazione di Rimini ha completato la
propria offerta culturale per i cittadini e per i turisti.
Da
molti anni la città, meta estiva per eccellenza e del divertimento notturno,
cercava di trovare riferimenti culturali da offrire ai propri visitatori. Prima
ha provato con il cinema all'insegna del nume tutelare Federico Fellini. La
nevicata invernale nel centro di Rimini e l'apparizione in mezzo al mare del
transatlantico Rex insieme al volto stupefatto della Gradisca sono immagini
cinematografiche del film Amarcord che entrano nella nostra memoria individuale
e collettiva. Ma Rimini non poteva e non
doveva circoscrivere il proprio orizzonte culturale alla celebrazione del
proprio grande figlio.
Ecco quindi che nei palazzi dell’Arengo e
del Podestà, dal 2017, è possibile visitare una raccolta di opere contemporanee
che sa
raccontare agli abitanti di Rimini ed ai turisti la contemporaneità. Le opere
in mostra permanente sono tutt'altro che un amarcord, sono invece
proiezioni del presente verso il futuro e raccontano la storia di un'arte
contemporanea italiana e non, che lotta per esprimere il presente con le
proprie tensioni e per prospettare alcune possibili soluzioni.
Si va da artisti italiani riconosciuti a livello internazionale quali Vanessa
Beecroft, Mario Isgrò, Loris Cecchini, Nicola de Maria, Achille Perille fino
agli stranieri come Mona Hatoum, Sam Falls, Shilpa Gupta, Damien Hirst, Carsten
Holler e tanti altri.
Il PART fa vedere la possibilità di realizzare in una città che era stata fino a poco fa non proprio vocata al contemporaneo, un vero e proprio museo capace di educare e stimolare i giovani ed incuriosire i turisti.
Scritto da Giuseppe Simone Modeo
Giovane Collezionista, è laureato in Economia con una tesi sul legame tra Marketing ed Estetica. Si occupa, principalmente, del rapporto tra economia e creatività, intervistando personaggi del mondo dell'arte.