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Franz Rosati / Sorvóli al Palazzo della Provincia di Arezzo

Visitabile sino al 4 maggio 2023, SORVOLI è un progetto audiovisivo multimediale. Assemblando immagini satellitari, visualizzazioni elaborate grazie a programmi di machine learning e spazi virtuali generati da informazioni fornite dai satelliti, il progetto rappresenta in modo allegorico l’osservazione geospaziale mediata tecnologicamente.

La parte visiva si avvale, come mezzo espressivo, di uno strumento estraneo finora alle pratiche artistiche: il remote sensing. Si tratta di una tecnologia che estrae dati e informazioni sulle caratteristiche fisiche di un’area geografica, attraverso sensori posizionati su velivoli o satelliti, in grado di rilevare le radiazioni elettromagnetiche riflesse o emesse dai componenti della superficie terrestre. Tra le sue numerose applicazioni, particolarmente interessante è quella riguardante lo studio del cambiamento climatico. L’impiego di sensori permette infatti l’osservazione di stati e processi riguardanti atmosfera, terra e oceani in diversi intervalli spazio-temporali, misurando tendenze quali, per esempio, l’aumento della media della temperatura terrestre, il ritiro dei ghiacciai e delle calotte polari, l’innalzamento del livello del mare, la concentrazione di aerosol nell’atmosfera. I dati rilevati per mezzo del remote sensing sono per questo motivo ampiamente utilizzati nello sviluppo di misure preventive, di mitigazione e di adattamento in risposta al cambiamento climatico.

L’occhio esplorativo della macchina sorvola il tessuto del reale restituendone un ricalco perfetto. Le intricate e affascinanti forme del pianeta trovano nell’immagine digitale una corrispondenza trasparente e puntuale. Tutto è dato come compiuto ed eterno. E tuttavia, un simile artificio, nel realizzare l’esigenza di una simulazione definitiva della realtà, non è in grado al tempo stesso di coglierne le zone d’ombra, gli anfratti, le commessure, le linee di tensione; dimensioni, queste, mai del tutto individuabili perché sempre in divenire. Cristallizzata in una sintesi istantanea, in un’apparenza proiettiva senza tempo, la ricchezza inesauribile di un mondo fatto di cose brulicanti rischia di perdere il proprio rilievo, svuotandosi di forza. Sarà dunque la componente sonora a far vibrare l’immagine. Composta per mezzo di un algoritmo in grado di rielaborare autonomamente dati relativi a generi musicali ed effetti sonori di varia origine (dalla tiorba barocca al rumore della metropolitana, dal punk hardcore alla colonna sonora di un videogioco), essa emerge come un coro a comunicare, in maniera incalzante, ciò che è precluso alla visione selettiva del satellite, orientando la nostra esperienza verso un senso latente e più profondo.

La sensibilità dell’artista ed il suo desiderio di imprimere senso alle immagini rilevate, costituiscono il momento creativo dell’opera. Si tratta di una lettura di un insieme complesso che forma e fonde, in un sinolo, l’immagine più vera del pianeta e quella più artata proposta dall’elaborazione dell’algoritmo. Ne scaturisce una situazione di scacco estetico con rilevante risonanza emotiva.

Scritto da Giuseppe Simone Modeo

Giovane Collezionista, è laureato in Economia con una tesi sul legame tra Marketing ed Estetica. Si occupa, principalmente, del rapporto tra economia e creatività, intervistando personaggi del mondo dell'arte.