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Qualche cosa sull'arte pt.5

La soluzione culturale alla crisi della produttività e della fruizione è un nuovo modo di considerare ed enunciare valore. Interi scorci di vita diventano esperienza da conservare: ecco la nuova musealizzazione; ecco l’unico possibile museo a cielo aperto. Questa risorsa è la stella più luminosa della galassia Italia, il Bel Paese apprezzato paesaggisticamente (colline, montagne, mari), urbanisticamente (città storiche, città d’arte, paesi di tradizione, paesi folcloristici), architettonicamente (singoli edifici), creativamente (parchi tematici), ma anche territorialmente (borghi recuperati e resi eccellenza). Vive qui e così l'arte italiana, da oltre mezzo secolo, e lo fa anche a partire da fondamenta fisiologiche. Sappiamo per esempio che le indagini neuroscientifiche hanno cercato e cercano tuttora di chiarire la “questione estetica”, tentando di identificare i correlati neurali coinvolti nella visione della bellezza, utilizzando tecniche sempre più complesse e avanzate. Infatti, i risultati finora prodotti sono molto eterogenei, anche perché lo studio dei meccanismi neurali alla base della risposta cerebrale alle opere artistiche e della conseguente esperienza estetica, è una questione molto complessa. Eterogeneità e complessità, interdisciplinarità e stratificazione: criteri scientifici e culturali insieme. Comuni origini, principi, cardini, confini, comuni risorse e comuni limiti. Con l'esperienza estetica sembra affiorare la dominanza dei processi “dal basso verso l’alto” detti bottom-up e “dall’alto verso il basso” definiti top-down. I processi bottom-up concernono caratteristiche visive dell’opera d’arte quali l’illuminazione, la dinamicità, la simmetria; i processi top-down riguardano fattori personali o peculiarità dello spettatore, inclusi il grado d'istruzione, lo stato emotivo, il background. A seconda di queste caratteristiche, lo sguardo dell’osservatore si concentrerà prima su certi elementi, invece che su altri; ciò influenzerà la relazione spettatore/opera. Una di queste componenti – la preparazione culturale dello spettatore, la sua più o meno vasta conoscenza del mondo dell’arte, il suo grado di competenza – condiziona massicciamente le modalità di fruizione e percezione di un'opera d'arte.

Scritto da Giuseppe Simone Modeo

Giovane Collezionista, è laureato in Economia con una tesi sul legame tra Marketing ed Estetica. Si occupa, principalmente, del rapporto tra economia e creatività, intervistando personaggi del mondo dell'arte.